2012:
ODISSEA DELLA MENTE
nell'immaginario
collettivo dell'umanità
di
Vittorio Marchi
“L’uomo è disposto a credere a tutto pur di non scoprire se stesso”
Di periodi omologabili al 2012 l’uomo ha parlato nei secoli e nei
millenni in diverse occasioni.
In tutte queste circostanze l’uomo ha vissuto l’incubo della Grande
Paura.
Basti
ricordare il terrore della gente prodotto dalla profezia, presa come
spunto dall’Apocalisse di Giovanni, dell’Anno Mille e non più Mille.
Per
non parlare poi dello stesso grande timore, che in seguito si
riprodusse puntualmente nella mente degli uomini nell’anno 1033 e che
poi ebbe a ripetersi di nuovo nel 1133 fino ad arrivare alla V grande
età, iniziata nel 3133 a.C. come annunciato dal Calendario Maya, e che
terminerà nel fatidico 2012, dopo la penultima IV età, conclusasi
tragicamente con il diluvio universale.
Siamo all’inizio o ad una
presunta, fittizia fine del mondo un’altra volta? O siamo di fronte ad
uno immaginario collettivo connaturato alla memoria storica dell’essere
umano che ciclicamente a determinati intervalli di tempo e di epoche
passate e presenti non può fare a meno di riemergere dalla radice di un
suo “Io” profondo?
La domanda rimasta inevasa dalla notte dei tempi ha bisogno di una
parola ultima.
Le
profezie bibliche o gli annunci dei Maya delle 5 grandi età della Terra
non sono eventi precognitivi, ma l’espressione di paure ricorrenti
dell’umanità.
Fino ad ora sono state tutte disattese ed il
2012 non segnerà la fine “del” mondo, la fine di “un” mondo. La fine di
un mondo infettato dal virus dell’illusione e contaminato dal baco
dell’utopia nel quale noi tutti viviamo ormai da millenni e l’inizio di
un mondo di segno opposto. Quindi la fine di un arcaico e obsoleto modo
di pensare, e la nascita di un nuovo stile di vita.
Se tutti
lo vorremo, questo mondo nuovo verrà veramente alla “luce”. Una “Luce”
in una dimensione nuova di vita che si sta preparando e al cui avvento
tutti in un modo o nell’altro volenti o nolenti, siamo chiamati a
cooperare.
Correre dietro ad una data precisa, come quella del 21
dicembre del 2012, così come viene fissata dal calendario dei Maya,
risalente a circa 18.000 anni fa, può essere un esercizio affascinante,
ma rimane pur sempre un innocente atto di fede per decretare una fine
dei tempi o una notte apocalittica.
I Maya non
potevano sapere che Papa Gregorio XIII avrebbe deciso nel 1582 di
modificare il preesistente calendario giuliano con una correzione del
calendario che comportava la soppressione di 10 giorni, passando dalla
data del 4 ottobre 1582 alla data del 15 ottobre 1582.
Essi erano dei grandi astronomi, questo sì. Il codice di Dresda
risalente all’XI/XII secolo lo dimostra inconfutabilmente.
Infatti
i calendari Maya parlano di un periodo di assenza di tempo, un tempo
acronimo, in cui il vecchio tempo veniva sostituito da quello nuovo.
Secondo i Maya il tutto sarebbe incominciato nel luglio del 1982 ed
avrebbe condotto al cambiamento del 2012.
Ed effettivamente,
questo è riscontrato dal servizio geologico degli USA. Clima,
frequenze, pulsazioni, riscaldamento terrestre e svolte energetiche
delle Terra incominciano a mutare in maniera considerevole proprio a
partire dagli anni ottanta.
Ma tutta quanta questa materia va
analizzata nel quadro di eventi astronomici in cui sono coinvolti ed
interessati addirittura l’intero sistema solare e la galassia di cui
facciamo parte e non vanno quindi sofferti come prossime venture
distruzioni apocalittiche del pianeta.
Esiste un grande ciclo che governa questo processo di trasformazione e
che dura 25.920 anni.
Si
tratta dell’anno cosmico che si sviluppa attraverso passaggi
particolari che avvengono ogni 2160 anni (25.020/12) ciascuno dei quali
corrisponde ad un mese cosmico e che coincidono con quei periodi che
noi chiamiamo ere.
La Terra in questo momento si trova in
una fase di transizione, cioè di passaggio dall’Era dei Pesci, iniziata
circa 150 anni a.c. a quella dell’Acquario che si preannuncia (a conti
fatti circa la durata del mese cosmico) intorno al 2012 d.c. tra
qualche anno.
Contemporaneamente si assiste ad un suo
passaggio attraverso lo strato fotone, laddove per la prima volta dopo
25.920 anni il Sole coinciderà con il punto di intersezione della Via
Lattea con il piano dell’eclittica.
Il Cosmo a questo punto avrà
completato le sue 25.920 respirazioni nell’arco di un anno cosmico,
esattamente come l’uomo che, trovandosi a vivere su una scale di tempi
geologici molto più ridotta, ancora oggi si trova a compiere le stesse
respirazioni nel tempo di un giorno terrestre (18 respirazioni al
minuto, 1080 in un’ora, e 25.920 in 24 ore).
Ci sono notizie
da parte dei rapporti scientifici che giungono dagli Stati Uniti che
dicono che in virtù di questa situazione astronomica, la rotazione
terrestre sta subendo un rapido rallentamento (stop), la sua
temperatura sta aumentando (global worming) il suo magnetismo va
diminuendo sensibilmente* (global dimming) fino ad azzerarsi (Punto
Zero) mentre il suo campo di frequenze (SR= risonanza di Schumann) sta
aumentando dai 7,8 cps degli anni 80, che si credeva costante (e su cui
sembrava che la Terra si fosse assestata per millenni) agli attuali
11,3 cps.
Dai monitoraggi eseguiti in alcuni centri
specializzati d’America, pare che le frequenze della Terra siano
addirittura aumentate di una ottava.
Intorno ai 13 cps si
preannuncerebbe un fenomeno di inversione polare magnetica. Studi di
laboratorio rivelano che esiste un precursore di inversioni polari
magnetiche che già avrebbe determinato tale reversal per ben due volte
nel giro degli ultimi 4,5 milioni di anni.
I biologi
assicurano che man mano che ci avviciniamo al Punto Zero il nostro
sistema cellulare cambia. Cambia il nostro DNA e si crea un corpo più
leggero.
Ciò perché per effetto di questo allineamento della
Via Lattea con il centro della galassia, questa singolarità sembra
favorire l’afflusso dell’energia cosmica verso la Terra, determinando
nei terrestri, in virtù di questo afflusso, una crescita ad un più alto
livello di energia vibrazionale. Ciò che si traduce in un più alto
livello di coscienza individuale e di massa.
In più, questo
passaggio della Terra attraverso lo strato o cintura fotonica fa si che
questa affluenza energetica non influisca solo all’esterno della
materia nucleare, bensì anche all’interno.
Si tratta di una
particolare energia di luce prodotta da un aumento quantico di energia
di fotoni (un processo impropriamente detto salto, data la natura
continua della sua espansione) in grado di passare da una vecchia banda
di energia a spin inferiore (spin down) ad una nuova a spin superiore
(spin up).
Contestualmente si fa qui riferimento ad una banda di
una energia ricca di fotoni non ordinari (quelli per intendersi che
possono trasmettere solo le immagini) ma di fotoni pesanti Z°,
portatori del messaggio, dell’informazione.
Il che significa
che la luce EM (elettromagnetica), che trasmette le immagini visibili,
sta dunque cambiando per lasciare il posto ad un altro tipo di
luce invisibile, pertanto della oscura, (ED, elettrodebole)
che
fa parte del campo informazionale (non locale).
La sua influenza
sulla natura e sulla struttura della materia è straordinaria, ma
l’azione più straordinaria è quella che essa esercita sull’uomo (lo
muove e commuove, agendo nella sfera delle sue immisurabili emozioni).
*
A detta del prof. Bannerijee dell’Università del Nuovo Messico, il
campo magnetico terrestra ha perso fino alla metà della sua intensità
negli ultimi 4000 anni.
** Al punto zero la rotazione della
Terra si arresterà per circa 3 giorni, come rivelano i documenti degli
Hopi (popolazione Amerindina che vive nel Sud-Ovest degli USA,
dopodichè essa prenderà a ruotare in senso opposto e il sole sorgerà ad
ovest e tramonterà ad est.
Infatti l’aumento (salto?)
quantico interno di tale campo di energia accresce lo spin (la
rotazione quarkica che si verifica all’interno dei nucleoni dei nuclei
atomici della materia organica che costituisce il corpo umano) e di
conseguenza agisce sul livello della coscienza individuale e
parallelamente fa crescere la coscienza di massa.
Quando la
luce elettromagnetica si ferma emerge lo stato oscuro (la luce debole
pesante), l’altro dei due stati della luce (quello collegato come forza
debole o campo debole della sfera delle emozioni, da emo = sangue, e
azione = forza) e che ha per terminale di trasmissione della
informazione i 100.000 miliardi di cellule (con i loro nucleoni) del
corpo umano, comprese tra i 10.000 miliardi di neuroni ed un numero
incalcolabile di ricettori organici, distribuito come una immensa rete
internet in ogni parte e organo del corpo umano.
Molti si
chiedono cosa ci sarà dopo il 2012, che ne sarà della nostra
ulteriorità? E’ come chiedersi: cosa ci sarà dopo un cambio di stagione
di un nostro anno terrestre? Che ne sarà della nostra vita? A giudicare
dall’esperienza della nostra esistenza pare che non ci sia nulla di
sconvolgente, se non un cambio di condizioni di sopravvivenza.
Ebbene
dal punto di vista cognitivo, e non fisico questa volta, non sarà la
stessa cosa? Ci sarà un salto di intelligenza per usare un termine che
ha meno nemici e più affezionati. Dopo l’inverno e l’inferno
dell’inconsapevolezza umana durato millenni si preannuncia la primavera
di un risveglio evolutivo della coscienza.
Anche la sfera dello spirito ha le sue ragione.
Semmai
ora la domanda è un’altra: ce la faranno i nostri eroi a scoprire la
realtà che li sta plasmando e modellando in mezzo alla menzogna della
civiltà in cui vivono, nella quale stentano a ritrovarsi per marciare
uniti verso la loro naturale dimora, quella che li sta edificando?
Ce
la faranno a rendersi conto che a causa del vederci doppio (come fanno
gli ubriachi che non si vedono più una sola PERSONA , ma ne vedono due)
si fa tanta fatica poi a liberarsi dalla doppiezza della vita per cui
dopo si combatte, si odia, si incrimina, si discrimina, si sottomette,
si ammorba, si distrugge, si contamina, si massacra, si lotta e ognuno
litiga e se la prende con un Altro da lui che non esiste e che è solo
una allucinata visione di se stesso?
Ce la faranno a vedere
che il Dio di domani è UNO? E che Homo homini Deus? Ecco il messaggio
informazionale del salto quantico che li attende! Altro che lo
spaventoso salto nel buio del 2012!
Nel buio ci si salta
quando pace amore, giustizia, fratellanza, solidarietà, libertà,
uguaglianza (nella diversità), benessere, armonia sono tutti miraggi
che per ora rappresentano una irraggiungibile araba fenice, perché per
ora continuiamo a vederci doppio: Io e l’Altro e facciamo la stessa
figura di un ubriaco allo specchio.
Specchio che, spettinati come siamo, noi per ora continuiamo a
pettinare.
Vittorio Marchi
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