Il fuoco che muove i mondi:
il fiume di bosoni che può svelare l’immortalità senza bisogno delle
religioni
di Giuliana
Conforto
Che
cos’è la Vita? La questione è di scottante attualità. Secondo il credo
comune è la “proprietà” di un corpo, solo il battito del suo cuore, non
il movimento, non il pensiero, non la coscienza. La Vita è un mistero.
Eppure alcuni lo hanno già svelato.
È “l’Amor che move il
sole e le altre stelle”, canta Dante Alighieri. “C’è un’unica Forza,
l’Amore, che lega e dà vita a infiniti mondi”, risuona Giordano Bruno.
Non una proprietà di un corpo quindi, ma una Forza che anima anche le
stelle, la stessa che l’uomo sente come amore. È solo poesia o
filosofia? Può essere anche realtà scientifica.
“L’unica
forza” è stata scoperta. È il campo nucleare debole, l’unico che ha
un’intima e penetrante relazione con il “cuore” di ogni cosa: quello
del sole e delle altre stelle dove dirige la fusione nucleare, quello
della Terra e anche quello dei cristalli e delle molecole organiche. Il
“cuore” è la materia nucleare, la porzione più massiccia degli atomi,
la mobile matrice di ogni corpo visibile, anche quello umano. È il
campo nucleare debole che anima, muove il “cuore” e lo fa girare; a
temperature elevatissime, è come un fuoco che però non brucia gli
organismi, ma piuttosto li penetra nelle loro viscere più profonde, nei
nuclei appunto fino a co-muoverli, anzi commuoverci. Non è un sogno. La
focosa azione del debole nel corpo umano è realtà. Basta superare i
confini tra fisica e biologia per comprenderlo. I fisici hanno scoperto
i suoi tre messaggeri, i tre bosoni intermedi W+, W- e Z°, negli anni
’80, al CERN, e così hanno svelato al mondo che il “debole” è uno e
trino; si sapeva già prima che è l’unico ad avere un’accattivante e
inquietante predilezione per la sinistra. “Non posso credere che Dio
preferisca la mano sinistra alla destra” aveva scritto Einstein
allarmato. E invece è così; quasi tutti i corpi naturali preferiscono
ruotare a sinistra, mostrano l’aspetto noto come “manualità”, e
testimoniano così la loro intima relazione con il “debole”. La Vita
gira a sinistra, riconoscono i biologi, tutti gli amminoacidi che
compongono le nostre proteine sono levogiri. È un indizio importante,
suggerisce che la Vita coincide con il campo nucleare debole, come
dicevamo, ma possiamo non fermarci qui e cercare altri indizi.
Il
debole ha effetti cruciali sul tempo. Il bosone W-provoca, infatti, il
processo con cui si misura il tempo, anche quello “universale” con cui
sono sincronizzati tutti gli orologi del mondo: il decadimento
radioattivo di un metallo, il Cesio 137. Con questa misura del tempo
gli uomini hanno diviso ciò che la natura ha unito e cioè l’opera dei
tre bosoni; così si sono resi schiavi dei metalli, come ha scritto il
lungimirante Platone nel 600 a.C. L’opera congiunta dei tre bosoni può
compiere meraviglie negli organismi: può dilatare, restringere e
persino invertire la freccia del tempo!
Possiamo
ringiovanire? È possibile; l’invecchiamento dipende dalla secrezione
ormonale, fenomeno ultra celere legato all’ultra celere campo debole
che, in un attimo fuggente, può trasmettere un’enorme quantità di
inform-azioni e/o emo-zioni. Gli ormoni girano a sinistra, condividono
la toccante nota della Vita, sgorgano a centinaia, ogni giorno, dalle
nostre ghiandole endocrine, sono macromolecole di notevole massa, tali
da superare la soglia critica (50 MeV) al di sopra della quale il
“debole” non è affatto debole. La secrezione ormonale può essere il
frutto di un’interazione debole, non parziale come nel caso dei
metalli, ma globale, totale, tale da coinvolgere tutti e tre i bosoni
anche quelli neutri, Z°. Questi meritano una menzione speciale;
compongono la corrente neutra debole che, nonostante il nome tecnico e
di scarso impatto emotivo, è copiosa, massiccia e possente oltre che
penetrante, simile al “fiume impetuoso” di cui parlavano Eraclito e lo
stesso Bruno. Un’altra conferma. Ciò che appare debole ai freddi e
metallici strumenti di laboratorio, può essere un fiume impetuoso per
il corpo umano. Il nostro sistema nervoso è composto di miliardi e
miliardi di recettori, macro molecole sensibili e mobili. Muovendo il
“cuore” dei recettori, il fiume può provocare in loro un’eco, uno
sciame di fononi (quanti del suono) che si propagano a tutto il sistema
nervoso; questo, a sua volta, può muovere il sistema sanguigno,
dilatarlo, accelerare così la circolazione del sangue e provocare tutti
gli effetti tipici dell’eros. Lo sciame di fononi è come la freccia
lanciata da Cupido.
Guarda caso, la Vita si riproduce grazie all’eros.
C’è
un altro indizio che i medici osservano normalmente. È una diagnosi, la
Risonanza Magnetico Nucleare, che lega lo stato di salute del corpo
umano all’orientamento degli spin nucleari che lo compongono.
Incredibile, ma vero, l’orientamento degli spin dipende dai bosoni
neutri, Z°. Ora che si sta sviluppando la Risonanza Magnetico
Funzionale si comincia a vedere il moto incessante della materia
cerebrale, una vera e propria danza coerente e fluttuante, a ritmi
elevatissimi. Ogni moto ha una causa, dicono le prime nozioni di
fisica, e le cause sono le forze; una è l’impetuoso fiume, non
un’ingenuità di antichi filosofi, ma una corrente di bosoni neutri,
“debole” per gli strumenti e freccia cocente per gli organismi. Il
“debole” può essere l’Amor che innamora, provoca l’eros e commuove la
psiche.
È troppo semplice? E perché la Vita, che anima tutti
e tutto, dovrebbe essere complicata? È che siamo educati a credere
nella divisione tra organico e inorganico, divisione mai provata però.
“La Vita è tutto ciò si riproduce e mantiene il suo ordine”, secondo la
consueta definizione. Oggi sappiamo che tutto si riproduce: universo,
galassie, stelle e sistemi solari in cielo e anche i cristalli del
regno minerale in terra oltre gli organismi. L’universo è vivo, ma le
scienze non lo dicono; al contrario dipingono un universo vasto e senza
vita in cui l’uomo è sperduto su un pianeta a risorse limitate. È bene
conoscere la scoperta ormai conclamata degli astrofisici: ben il 96%
della massa è oscura, non osservabile, ma di sicuro super-naturale nel
senso che è indifferente alle leggi che noi chiamiamo “naturali” -
gravità, visibilità e inerzia. Ebbene l’unica forza che può unire il
misero 4% restante, naturale e visibile, al 96%, supernaturale e
invisibile, è il “debole”.
Se
il “debole” provoca l’eros, s’intravede il disegno diabolico delle tre
religioni monoteiste: gestire e controllare l’eros è il modo migliore
per evitare il contatto diretto con il super-naturale. Ma c’è anche
tanatos, si obietterà; si certo, ed è facile mostrare che tanatos è
l’effetto dell’altro campo nucleare, il forte, utilizzato nelle
centrali nucleari. Allora si può capire che eros e tanatos, presenti in
ogni tragedia umana, lo sono anche in ogni nucleo atomico. La natura
unisce ciò che le religioni hanno preteso di dividere, eros e tanatos,
bene e male. “Se questa scienza che tanti vantaggi porterà all’uomo non
servirà all’uomo per comprendere se stesso, si rigirerà contro l’uomo”
fu la profezia di Giordano Bruno, confermata dai falsi confini che
lacerano l’essere umano.
Dopo quattro secoli di scienza
tutti ignorano gli effetti sul corpo umano dei due campi nucleari,
“debole” e “forte”. I biologi ci dicono che i geni umani sono poco di
più di quelli di un moscerino. Che cosa osservano i biologi? La luce
riflessa dai geni visibili, il campo elettromagnetico; osservano quindi
il misero 4% non il cospicuo 96% che può stare ovunque, anche dentro i
nostri corpi, composti di atomi… vuoti. Dovremmo saperlo tutti, perché
lo studiamo a scuola; l’atomo è “vuoto”, ma il “vuoto” è pieno di
energia e di particelle invisibili, hanno scoperto i fisici negli anni
’30 del secolo scorso; non ne parlano con i biologi però. È sul “vuoto”
che artisti, saggi e poeti danno da sempre uno poderoso contributo,
riconoscibile anche nelle scoperte scientifiche, se ne comprendessimo
il significato umano.
Il “debole” è uno dei due campi che
compongono la Forza Elettrodebole, scoperta negli anni ’80; è il lato
invisibile e più negletto dei due, mentre l’altro lato è il ben noto
campo elettromagnetico, l’intermediario di quasi tutte le osservazioni
scientifiche. Qualcuno potrebbe chiedersi se i due campi, debole ed
elettromagnetico, sono i due lati della Forza, portata sugli schermi
dalla Saga di Guerre stellari. Vogliamo riunire scienza e fantascienza?
Si e non solo; anche l’arte, la letteratura e la musica, vogliamo
riportare al centro l’uomo, l’autore e il fruitore di tutte le
discipline, vogliamo essere liberi dalla teocrazia che finora ha
dominato in un modo o nell’altro tutte le società.
Se la
Vita è la Forza Elettrodebole che ha un lato oscuro,
l’elettromagnetico, e uno luminoso, il “debole”, tutto si spiega in
modo semplice e umano, anche perché la scienza accademica è schierata
con il lato oscuro, l’unico campo che può osservare con gli strumenti.
Il
lato “debole” della Forza ha tutte le note peculiari della vita, oltre
la manualità già citata, l’estrema celerità di processi vitali quali la
produzione di amminoacidi, il ripiegamento delle proteine, la
secrezione ormonale, il concepimento, lo sviluppo embrionale e anche
l’orgasmo. E se il “debole” fosse non un campo informe, come propone
l’immaginario scientifico, ma ricco di forme cangianti, mobili e
commoventi?
I tre bosoni, W+, W- e Z°, copiosissimi e dotati
di grande massa, possono comporre singoli corpi e anche un massiccio e
fremente universo cristallino, così come solo tre tipi di particelle
(neutrone, protone ed elettrone) compongono tutto l’universo visibile.
Siamo di fronte al mobile cielo cristallino di cui parla Dante? Si, e
sarebbe proprio il Paradiso perché l’informazione in un cristallo è
diffusa all’instante in ogni sua parte, non è distorta o manipolata,
come in TV. Quello cristallino è un universo ricco di armonia. C’è di
più: è legato a quello visibile. I tre bosoni W+, W- e Z°, infatti,
penetrano tutti i corpi; gli strumenti metallici non se ne possono
accorgere, ma gli organismi, soprattutto quelli umani, verticali e
dotati di miliardi di sofisticati recettori, si.
Quindi
quello cristallino è il paradiso dal quale non siamo divisi, ma del
quale possiamo essere partecipi. I tre bosoni possono comporre il corpo
igneo di ogni singolo essere, il corpo di luce, dipinto da molti
artisti e oggi illustrato anche nei film.
“La morte è un
dissolversi dei vincoli” dice Bruno, la separazione tra i due corpi,
l’igneo, invisibile ed eterno, e il fisico, visibile e mortale. E
allora? Allora la morte non è la fine; è solo “un dissolversi dei
vincoli”, uno spogliarsi dell’abito che ci rende visibili sulla scena
apparente, il corpo fisico, un involucro composto di atomi, “vuoti” per
la nostra cieca scienza, pieni di luce per i poeti che ne hanno colto
la fremente essenza.
Oggi milioni di esperienze di pre-morte
in tutto il mondo, indipendenti dalla condizione sociale e dal credo
religioso, confermano l’esistenza del corpo di luce e di un mondo dove
i “morti” vivono felici. Chi compie l’esperienza ha la certezza della
loro realtà, ne sente l’emozione viva, conserva il ricordo di una
capacità d’amare che va oltre l’orizzonte visibile. L’arte e la
letteratura di tutti i tempi lo hanno sempre superato in un modo o
nell’altro e oggi lo superano, in parte, anche le scienze. L’esistenza
di infiniti universi è ormai riconosciuta dai cosmologi che però
trascurano il “debole” l’unica forza che può unirli. Perché? La
risposta è incredibile, ma vera. Il “debole” è imprevedibile,
intrattabile con la matematica usata per gli altri campi, non si
concilia con l’atto di “fede” comune a tutte le scienze: il linguaggio
universale, con cui la natura comunica agli uomini, è la matematica. È
una disciplina di sicuro affascinante, ma che dire se il linguaggio
universale fosse, invece, la musica?
La musica comprende la
matematica e anche le emozioni che la matematica, invece, esclude. La
musica ha molti tempi; i fisici credono al tempo unico, lineare,
ignorano l’opera dei tre bosoni che può comprendere infiniti tempi e
persino discendere “dalle stelle alle stalle”, dalle sue altissime
frequenze originarie a quelle basse dei corpi naturali. Infatti
“discende” tramite l‘eco, i moti del sangue, che sentiamo come
emo-zioni (emo vuol dire sangue in greco).
Ed ecco il gioco del potere, la divisione. Gli antichi lo riconoscevano
nel motto divide
et impera
e i moderni lo applicano ancora: alcuni si schierano con un lato, altri
contro e così tutti favoriscono il gioco del potere. Se la Vita è una
forza universale, come hanno sempre detto i poeti, ed è la Forza
Elettrodebole, come propongo, la via è l’unità di tutti i suoi lati che
nulla hanno a che fare con gli schieramenti politici, né con le scienze
che escludono l’eros e le religioni che lo reprimono.
La via
è la Vita, l’unità di infiniti universi, la verità che ci rende liberi
se siamo disposti a superare i confini. Quali? Tutti, perché tutti sono
inventati e utili a conservare il potere.
Il
FUOCO non è spirito; è il MESSAGGIO INTELLIGENTE che anima i mondi, la
VITA, che può compiere l’alchimia nel corpo di chi vuole e cerca con
sincerità la propria evoluzione.
Giuliana
Conforto
website: www.giulianaconforto.it
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